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  • MUSICA - Sold out al Teatro Lendi per Ranieri e De Crescenzo, si avvia al "tutto esaurito" Franco Ricciardi

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    TEATRO LENDI

     

    Un Febbraio sold out

     

    Al teatro Lendi la grande musica con tanti protagonisti

     

    Tutto esaurito per Massimo Ranieri e anche per Eduardo De Crescenzo. Ancora pochi biglietti disponibili per Franco Ricciardi

     

    Il febbraio del Teatro Lendi, in via A. Volta 176 (strada provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino), si è aperto con l’aggiunta di due date fuori abbonamento (1 e 2 febbraio), causa la grande richiesta di pubblico, per Sal Da Vinci e la sua “Fabbrica dei Sogni”. Sold out anche per Valentina Stella che ha dedicato agli innamorati in platea un Concerto di San Valentino, mettendo in scaletta i suoi grandi successi da “Passione eterna” a “Mente e cuore” insieme ai classici della canzone napoletana.

     

    Tutto esaurito anche per Massimo Ranieri, che sarà in palcoscenico con “Sogno e Son desto 500 volte”, giovedì 20 e venerdì 21 febbraio. Dopo un tour trionfale negli Stati Uniti e in Canada, Sogno e Son Desto, lo spettacolo di Massimo Ranieri (ideato e scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri), continua ad andare in scena, quest'anno, in una nuova veste. Dopo 500 straordinarie repliche in tutta Italia, Massimo Ranieri proporrà ancora una volta i suoi grandi successi musicali. Eduardo De Crescenzo arriverà al Lendi il prossimo 28 febbraio con “Essenze jazz”, data unica e si avvia al sold out anche Franco Ricciardi, in concerto il 13 marzo (ore 21).

     

     «Già in conferenza stampa avevamo annunciato un cartellone con nomi belli e importanti del teatro e tante anteprime – racconta il direttore Francesco Scarano –. Per il 2020 abbiamo inserito appuntamenti fuori abbonamento, che renderanno molto felice il pubblico. San Valentino ha avuto come protagonista Valentina Stella (14 febbraio); il 20 e 21 febbraio c’è Massimo Ranieri con “Sogno e Son desto 500 volte”; il 28 febbraio arriva Eduardo De Crescenzo con “Essenze jazz”; il 13 marzo c’è Franco Ricciardi. Tanta musica d’autore, che contribuisce alla crescita del teatro e all’importanza del progetto culturale, a cui mi sto dedicando da sei anni, per accendere i riflettori sulla periferia della città, che merita di crescere e progredire».

     

    Marzo si apre con Simone Schettino in “Se tocco il fondo sfondo”, scritto da Schettino e Vincenzo Coppola (dal 4 al 6 marzo: ore 21) e riserva un appuntamento con un pezzo importante della storia teatrale nazionale, dal 25 al 27 marzo (ore 21), con Peppe Barra in “Monsignore”, in scena con Patrizio Trampetti, scritto da Peppe Barra e Lamberto Lambertini, che ne cura anche la regia.

    Dall’1 al 3 aprile, alle 21, ci sono Lucio Pierri e Ida Rendano in “La scommessa”, scritto da Lello Marangio insieme a Pierri, a cui è affidata la regia. Chiude il cartellone “Verso il mito Edith Piaf”, con Francesca Marini e Massimo Masiello, in scena dal 15 al 17 aprile.

     

    TEATRO LENDI
    Informazioni e prenotazioni:
    0818919620 – 3478572222 – 3403810912
    www.teatrolendi.it

  • MOSTRA - "Il Pane e i Sassi - L’antico tema del pane in una selezione di opere delle Gallerie degli Uffizi", Fondazione Sassi: riscontro positivo delle scuole

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    E’ stato colto appieno, da oltre 20 istituti scolastici di Basilicata, Puglia e Lazio, l’alto valore culturale della mostra “Il Pane e i Sassi - L’antico tema del pane in una selezione di opere delle Gallerie degli Uffizi”. Organizzata e promossa dalla Fondazione Sassi di Matera e dalle Gallerie degli Uffizi, la mostra è aperta al pubblico fino al 1ˆ maggio 2020.

     

    Dei 2534 ingressi finora registrati, il 38% è rappresentato da alunni dai 3 ai 18 anni. Due le scuole dell’Infanzia di Matera e di Grottole che finora hanno visitato la mostra, godendo di una visita guidata pensata appositamente per i più piccoli fra gli scolari. Sei gli istituti comprensivi che da Matera e da Frascati, l'Istituto "Maestre Pie Filippine", hanno accompagnato i propri alunni nel cuore degli antichi rioni Sassi alla scoperta di preziosi dipinti affiancando la visita al laboratorio sul pane di Matera. Di Potenza, Senise, Montalbano Jonico, Policoro, Taranto e Santeramo in Colle e di Matera sono gli undici fra Licei e Istituti di Istruzione superiore che hanno visitato la mostra.

     

    “Ci gratifica l’attenzione dei dirigenti scolastici - afferma il presidente della Fondazione Sassi Vincenzo Santochirico - i circa mille ingressi degli alunni delle scuole dell’Infanzia, degli Istituti comprensivi e degli Istituti: Agrario Briganti, Alberghiero Turi; Tecnologico Pentasuglia di Matera, Da Vinci - Nitti di Potenza, Sinisgalli di Senise, Fermi di Policoro, Pitagora di Montalbano e l’Istituto per il Turismo di Taranto e dei Licei Flacco e Pasolini di Potenza e Sette di Santeramo in Colle sono per la Fondazione Sassi il risultato più bello raggiunto da una mostra piccola ma di altissima qualità. E siamo lieti di avere già numerose prenotazioni da altre suole fino al 1ˆ maggio. Degli oltre 2.700 ingressi, 2534 biglietti staccati ad oggi a cui si aggiungono le oltre 200 persone che hanno visitato la mostra il giorno dell’inaugurazione, sapere che il 38% è rappresentato dagli alunni delle scuole ci permette di dire che la Fondazione Sassi sta compiendo la sua missione culturale”.

     

    Inclusa nel biglietto d’ingresso, a tutti gli alunni, è stata offerta la visita guidata svolta dai giovani laureati in Storia dell’arte dello staff della Fondazione Sassi.

     

    “La Fondazione Sassi vuole offrire un’esperienza di visita completa, che permetta al pubblico di conoscere e apprezzare appieno le opere esposte - prosegue il presidente Santochirico - ed è per questo che mettiamo a disposizione delle scolaresche, ma anche di quanti ci raggiungono, un servizio gratuito di visite guidate. Da gennaio abbiamo poi rivolto alle aziende e ai commercianti l’invito a sostenere l’ingresso delle scolaresche alla mostra. Contattando la segreteria al numero 0835 333348, scrivendo una e-mail a info@fondazionesassi.org si possono acquistare i biglietti per una o più classi e indicare a quale scuola sono destinati. A quest’iniziativa hanno già aderito un’azienda, che ha acquistato 500 biglietti, e alcuni esercizi commerciali di Matera”.

     

    Allestita nella sala mostre della Fondazione Sassi, in via San Giovanni Vecchio n.24/27, la mostra “Il Pane e i Sassi - L’antico tema del pane in una selezione di opere delle Gallerie degli Uffizi” è aperta al pubblico fino al 1^ maggio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Giorno di chiusura il lunedì.

     

     

     

    Informazioni:

    Il Pane e i Sassi - L’antico tema del pane in una selezione di opere delle Gallerie degli Uffizi è organizzata e promossa dalle Gallerie degli Uffizi e dalla Fondazione Sassi di Matera. Sono quattordici le opere della collezione degli Uffizi esposte a Matera. Dipinti su tela, su tavola e su rame e una scultura in bronzo, che sottolineano il significato storico, sociale e religioso del pane, nutrimento del corpo e, metaforicamente, cibo dell’anima. Realizzate fra la fine del 500e il 900, per un periodo che va dal Barocco all’arte Moderna, le opere si potranno ammirare fino al 10 gennaio 2020 in una mostra in cui il pane rappresenta la forza misteriosa e inarrestabile della natura che dal seme fa germogliare la spiga, che diventa a sua volta, con il lavoro paziente dell’uomo, farina e sostentamento.

     

    La mostra è allestita nella sala mostre della Fondazione Sassi, via San Giovanni Vecchio - Rione Sasso Barisano

    Tel. +39 0835 333348

    Web: https://www.fondazionesassi.org/

     
    Apertura al pubblico: dal 10 ottobre 2019 al 1ˆmaggio 2020

    Giorno di chiusura: lunedì.

    Orari dalle 10:00 - alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00

     

    Biglietti: € 5,00 intero; € 3,00 residenti in Basilicata; € 3,00 ridotto under 18; € 3,00 studenti

    GRATUITO: under 6, disabili con accompagnatore; giornalisti con tesserino ODG in corso di validità; guide turistiche munite di tesserino di abilitazione; dipendenti Soprintendenza

    Prevendita: https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=258292

     

    Curatori: Maria Anna Di Pede e Maria Matilde Simari

    Artisti: Francesco Albani, Cristofano Allori, Francisco Barrera, Leandro Bassano, Francesco Bassano e bottega, Fabrizio Boschi, Filippo Napoletano, Luisa Maria Vitelli Suor Teresa Berenice, Diego Rodriguez de Silva y Velasquez e bottega, Doria Santilli, Jan Steen, Arturo Tosi, Ferrante Zambini.

    Comitato scientifico: Marco Biffi, Fulvio Cervini, Maria Anna Di Pede, Eike Schmidt, Maria Matilde Simari

    Prestatori: Gallerie degli Uffizi (Gli Uffizi, Galleria Palatina, Galleria d’Arte Moderna).

    Con il sostegno di: Bawer spa, Matera Hotel MH, Italcementi spa, Tecnoparco Vba spa, Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania.

    La mostra è realizzata con il patrocinio di: Regione Basilicata, Provincia di Matera, Comune di Matera, Camera di Commercio della Basilicata e Fondazione Matera - Basilicata 2019.

     

    Addetto stampa per la Fondazione Sassi

    Sissi Ruggi

  • LA BIRRERIA - I bimbi ci invitano al rispetto dell’ambiente, mostra di carri allegorici, il 25 Gran finale di Carnevale con balli e premi per le maschere più belle

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    LA BIRRERIA - I bimbi ci invitano al rispetto dell’ambiente, mostra di carri allegorici, il 25 Gran finale di Carnevale con balli e premi per le maschere più belle

    I bimbi ci invitano al rispetto dell’ambiente, mostra di carri allegorici in Birreria 

     

    Il 25 Gran finale di Carnevale con balli e premi per le maschere più belle

     

     

    Il centro commerciale “La Birreria” di piazza Madonna dell’Arco ospita la mostra dei carr(ell)i allegorici realizzati dalle scuole. Sarà visitabile fino al 25 febbraio, quando si festeggerà il più bello con chiacchiere e cioccolato, musica dal vivo e balli.

     

     

    Ancora una settimana di eventi per il Carnevale al #CentroLaBirreria con gran finale sulla terrazza intitolata a Pupilla Maggio il 25 febbraio, a partire dalle ore 17.

     

    In mostra i Carr(ell)i eco allegorici realizzati dalle scuole Sacro Cuore, Istituto comprensivo Carafa -Salvemini e Salvo D’Acquisto. Un carrello al posto del carro per raccontare l’amore per il Pianeta e l’amicizia tra le persone assieme ai grandi temi di attualità. I carrelli eco allegorici, sfileranno nel centro fino al 25 febbraio, giorno in cui - dalle 17 alle 20 - si svolgerà la cerimonia finale di premiazione. 

     

    Carnevale. Chi ama travestirsi potrà farsi dei selfie nella postazione allestita ad hoc nella galleria commerciale da pubblicare sui propri profili social. Per rendere memorabile il travestimento, nei giorni 23 e 25 febbraio, dalle ore 16.30 alle ore 20.30, sarà un fotografo a scattare meravigliose foto ricordo, in collaborazione con “La Luna degli artisti”. 

    Dal 20 si entra nel vivo del Carnevale con lo spettacolo dei burattini, alle ore 16.30. Venerdì 21 febbraio, invece, i bambini saranno i protagonisti dei trucchi di carnevale e sabato 22 del laboratorio delle maschere, che verrà riproposto anche il 24.

     

    Fitness. Si consoliderà a marzo l'appuntamento del 23 febbraio - dalle 17 alle 21- col “Baby Gym”, il percorso di ginnastica per bambini a cura di No limits. Mentre il 29 febbraio sarà la volta di IAM music per la lezione -esibizione di canto dei baby talenti per l’appuntamento “Note in Birreria”.

     

    Le attività si svolgono nel centro commerciale La Birreria, nel quartiere napoletano di Miano, sorto in luogo del birrificio Peroni, grazie a un progetto di riqualificazione fortemente voluto dal Gruppo Cualbu, che ha affidato la gestione della struttura alla società Svicom.

     

  • FOTO SHOW - Il Ministro Franceschini in visita agli Scavi di Pompei, riaprono al pubblico tre importanti domus: la Casa degli Amanti, la Casa del Frutteto e la Casa della Nave Europa

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    FOTO SHOW - Il Ministro Franceschini in visita agli Scavi di Pompei, riaprono al pubblico tre importanti domus: la Casa degli Amanti, la Casa del Frutteto e la Casa della Nave Europa

    "Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele". E' tutta in questi versi, graffiti su una parete color del vino dove sembrano nuotare placide due anatre bianche, la magia della Casa degli Amanti, gioiello senza eguali a Pompei, l'unica casa di cui ancora si conservi, quasi intatto anche il secondo piano, addirittura ancora con i suoi pavimenti in cocciopesto. Chiusa dopo il terremoto dell'Irpinia che l'aveva resa inagibile tanto da risultare pericolosa persino per gli addetti ai lavori, questa dimora della Regio I il cui proprietario rimane avvolto nel mistero riapre al pubblico per la prima volta dopo 40 anni. "E' incredibilmente preziosa proprio perché si tratta di un unicum dovuto alla genialità del grande Amedeo Maiuri, l'archeologo che la riportò alla luce nel 1931 e che ebbe l'intuizione di consolidare il piano superiore dell'abitazione già nel corso dello scavo", spiega Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico che accoglie il ministro della cultura Franceschini.

     

    Nella mattina di oggi, 18 febbraio 2020, a Pompei, alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, Dario Franceschini, si è tenuta la conferenza stampa per la riapertura al pubblico di tre importanti domus. Si tratta, infatti, della Casa degli Amanti, della Casa del Frutteto e della Casa della Nave Europa.
    Durante la conferenza è stata annunciata anche la conclusione della messa in sicurezza delle Regiones I, II e III.

     

    "Pompei è una storia di rinascita e riscatto, un modello per tutta Europa nella gestione dei fondi comunitari. Un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie al lavoro lungo e silenzioso delle tante professionalità dei beni culturali che hanno contribuito ai risultati straordinari che sono sotto gli occhi di tutti e che sono motivo di orgoglio per l’Italia “, ha affermato Dario Franceschini, Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo.

     

    "A Pompei non è più il tempo delle emergenze. Abbiamo davanti a noi nuove e importanti sfide per la tutela, la conoscenza e la valorizzazione degli scavi e del territorio“, ha affermato assimo Osanna Direttore del Parco archeologico di Pompei.

     

    Si conclude con la messa in sicurezza delle Regiones I, II e III il piano straordinario di salvaguardia delle strutture archeologiche della città antica di Pompei, avviato nel 2014 con il Grande Progetto Pompei. In cinque anni sono stati eseguiti 76 interventi relativi ai 5 piani di intervento previsti dal Grande Progetto Pompei, di cui 51 per il piano delle opere (interventi su strutture archeologiche), 8 per il piano della conoscenza, 2 per il piano della sicurezza, 7 per il piano della capacity building, 8 per la fruizione e comunicazione. 75 sono gli interventi conclusi, di cui su 5 cantieri sono in corso le fasi di collaudo. Resta in via di conclusione il cantiere “di intervento di messa in sicurezza dei fronti di scavo” (GPPM), ovvero dei 3km di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei. Di questo grande cantiere è stato già portato a termine l’intervento sui fronti di via del Vesuvio, di recente restituita alla fruizione con l’apertura della casa di Leda e il cigno, e nell’area del cosiddetto “cuneo”, dove sono venute in luce due domus di pregio con suggestivi affreschi, mosaici e reperti e il vicolo dei balconi, che ha ricongiunto il vicolo delle Nozze d’argento con l’arteria principale di via di Nola. Il totale della spesa al 30 gennaio 2020 è di 92 milioni di euro.

     

    Il cantiere diretto da un team di architetti, archeologi, ingegneri e restauratori si è concluso dopo quindici mesi di lavoro, interessando una vasta area – le Regiones I e II nel quadrante sud orientale della città e la Regio III, solo parzialmente scavata, che si sviluppa tra via dell’Abbondanza a sud e via di Nola a nord, comprendente le botteghe e i numerosi thermopolia lungo la via Stabiana, le domus poste tra via dell’Abbondanza e via di Castricio, le grandi dimore urbane di Octavio Quartio e Giulia Felice, la casa del Triclinio all’aperto e il Foro Boario con gli annessi vigneti fino all’Anfiteatro. I lavori hanno attuato interventi specifici di restauro strutturale delle murature, messa in sicurezza degli apparati decorativi e rifacimento delle coperture, oltre che nella messa in opera controllata di presidii per salvaguardare situazioni specifiche di instabilità delle strutture murarie. In particolare, l’utilizzo di presidii statici sempre più snelli e sofisticati ha consentito di liberare le strade e le antiche strutture da ingombranti puntelli. Il rifacimento dei battuti dei pavimenti ha poi migliorato il livello di fruizione delle aree Resta in via di completamento il grande intervento di consolidamento dei fronti di scavo, con i 3 chilometri di perimetro che costeggia l’area non scavata di Pompei con il cosiddetto cuneo nella Regio V. Già alla fine del 2018, lungo via del Vesuvio, la restituzione alla fruizione della strada ha permesso di rendere visibile per la prima volta al pubblico la domus di Leda e il cigno, uno dei ritrovamenti più recenti e suggestivi dei nuovi scavi della Regio V.

     

    LA CASA DEGLI AMANTI

     

    Portata alla luce nel 1933, prende il nome dal verso inciso in un quadretto con anatre sul fondo del peristilio che recita Amantes, ut apes, vitam melitam exigunt (Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele). La casa, situata nel cuore della Regio I, era chiusa al pubblico dagli anni Ottanta quando, con il sisma, si rese necessario realizzare un ordito di puntelli a sostegno della copertura dell’atrio e del peristilio, occultando e stravolgendo la lettura degli spazi e delle decorazioni della domus. Negli anni lo stato di conservazione della domus era divenuto tale da impedirvi l’accesso perfino ai tecnici. La particolarità più rilevante dell’abitazione consiste nella presenza e nella conservazione pressoché completa del secondo piano del peristilio (giardino colonnato), un tempo accessibile attraverso una scala nel portico settentrionale (di cui è visibile la traccia sulla parete di fondo). Questo secondo piano sembra essere stato aggiunto nel corso del I secolo d.C. Lo stato di sostanziale integrità in cui furono rinvenute le strutture pertinenti al livello superiore permise, già all’indomani dello scavo, di recuperare la configurazione originaria di questo spazio, restituendo alla percezione e alla conoscenza una soluzione architettonica (peristilio a doppio ordine), che ad oggi rappresenta un unicum a Pompei. Fatta eccezione per le pitture delle fauces e per alcuni pavimenti del II stile, le pitture presenti nella domus furono realizzate in IV stile nel corso del I sec. d. C. In questa domus la messa in sicurezza ha riguardato anche il consolidamento della copertura e dei solai. L’intervento di ripristino delle coperture dell’atrio si è posto in continuità con la riconfigurazione che la domus aveva ricevuto nel complesso, durante i lavori di restauro degli anni trenta concomitanti allo scavo. Alcuni oggetti rinvenuti nella casa (un braciere, un bacile, una lucerna in bronzo e delle cerniere in osso) sono esposti in una vetrina collocata nell’atrio. L’esposizione rientra nel progetto di musealizzazione diffusa, già avviata da tempo in diversi edifici degli scavi, allo scopo di ricollocare e contestualizzare i reperti negli ambienti del loro ritrovamento.

     

    LA CASA DELLA NAVE EUROPA

     

    La domus deve il suo nome al grande graffito inciso sulla parete nord del peristilio, dove è raffigurata una grande nave da carico, chiamata “Europa”, affiancata da altre imbarcazioni minori. La casa, il cui nucleo originario risale al III sec. a. C., ha avuto una storia edilizia complessa fatta di numerose modifiche e ampliamenti; nella sua veste attuale, presenta un ampio peristilio con numerosi ambienti disposti in successione sui lati settentrionale e occidentale. Le monumentali colonne in tufo del peristilio e le decorazioni in I stile conservatesi in alcuni ambienti serbano memoria delle fasi edilizie più antiche e dei momenti di maggiore splendore della domus. Di particolare pregio è la decorazione nel cubicolo adiacente all’ingresso, dove il finto rivestimento a blocchi di marmo colorato, tipico di questo stile decorativo, è arricchito dalla presenza, nella parte superiore della parete, di semicolonne ioniche realizzate anch’esse in stucco. Nell’ultima fase di vita della città, la domus doveva, con ogni probabilità, ospitare un’attività produttiva di tipo agricolo; il settore posteriore della casa era, infatti, occupato da un ampio spazio verde, posto su due livelli, coltivato essenzialmente a vigneto con un piccolo orto per legumi e ortaggi.

     

    LA CASA DEL FRUTTETO

     

     

    La casa è stata interessata da interventi di messa in sicurezza nonché dal restauro degli apparati decorativi, questi ultimi realizzati con fondi ordinari del Parco archeologico di Pompei. Limoni e corbezzoli, piante da frutto e ornamentali, uccelli svolazzanti, e un albero di fico a cui è avvinghiato un serpente. Così erano decorati i cubicoli floreali della casa del Frutteto a Pompei. Una vegetazione lussureggiante dipinta sulle pareti, ad avvolgere il riposo degli antichi abitanti di questa dimora posta su via dell’Abbondanza, che conserva uno dei più begli esempi di pittura di giardino rinvenuti nella città. Gli affreschi raffigurano in uno degli ambienti un giardino luminoso, immaginato di giorno nel pieno rigoglio del verde, con una precisione di dettagli tale da rendere possibile il riconoscimento delle specie vegetali e nell’altro, un giardino immerso nel buio della notte, con tre alberi di diversa grandezza, tra cui il grande fico con il serpente, auspicio di prosperità. A differenza di altre case dove la pittura di giardino era riservata alle sale di rappresentanza, qui la si trova nei cubicoli. In alcuni ambienti, le raffigurazioni sono, inoltre, arricchite da motivi egizi con riferimenti a Iside, probabile segno di devozione alla dea da parte del proprietario. La domus, scavata parzialmente nel 1913 e poi nel 1951, presenta il classico impianto ad atrio, attorno al quale si dispongono vari ambienti e nella parte posteriore uno spazio verde con un triclinio estivo, utilizzato durante la stagione calda in alternativa al più interno triclinio. I giardini ornamentali, sia raffigurati sulle pareti ad ampliare lo spazio visivo degli ambienti, sia come spazi verdi interni, laddove la dimora lo consentiva, caratterizzavano molte delle abitazioni dell’antica città.

     

    POMPEI IN CIFRE


    GRANDE PROGETTO POMPEI


    • Importo complessivo: 105 milioni di euro • Cofinanziamento UE: 75%, quota nazionale: 25% • Interventi finanziati: 76


    MESSA IN SICUREZZA DEL SITO ARCHEOLOGICO


    50 km di colmi murari
    30.000 metri cubi di murature, 10.000 metri quadri di intonaci.
    INTERVENTO DI MESSA IN SICUREZZA DEI FRONTI DI SCAVO
    2,7 km.
    SCAVO DEL CUNEO
    Oltre 2000 metri quadri di superfice indagata nel cuneo, nell’ambito dell’intervento di
    messa in sicurezza dei fronti di scavo.
    IMPRESE COINVOLTE
    781 gli operatori Economici (le imprese) coinvolti nel GPP.
    SCOPERTE NELLA REGIO V
    È stata portata in luce un’ulteriore parte della città antica, con vicoli e domus, rivelando
    apparati decorativi (affreschi, mosaici) di grande pregio oltre a numerosi reperti (tra cui
    diversi oggetti di uso quotidiano) e a ritrovamenti di vittime dell’eruzione.
    Nell’area del cosiddetto cuneo, posto tra la casa delle Nozze d’argento e il vicolo di Marco
    Lucrezio frontone sono emerse 2 domus e “il vicolo dei balconi”, che ha permesso di ri- congiungere la grande arteria di via di Nola, già alla luce e visitabile dai turisti, con il vicolo delle Nozze d’argento, finora non interamente riportato in luce.
    TONNELLATE DI MATERIALE
    30.000 mc di materiale di scavo (lapilli, cenere e terreno rimosso nel corso dell’intervento).
    REPERTI RINVENUTI NELLA REGIO V
    1167 cassette e 168 colli di reperti archeologici (tra frammenti di intonaci, marmi, gocciolatoi, vasi in vetro, oggetti in bronzo e altro ), 73 anfore di cui 52 integre, 7 ricomponibili e 14 tagliate e riutilizzate per altri scopi.
    PROFESSIONISTI COINVOLTI
    Archeologi, architetti, restauratori, ingegneri, geologo, vulcanologo, antropologo, paleo-botanico, zooarcheologo.
    TECNOLOGIE UTILIZZATE NEI CANTIERI DI SCAVO
    Tecniche di rilievo (Drone, asta telescopica, laser scanner, georadar); Indagini di conoscenza delle strutture e tecniche murarie (endoscopia, prove soniche, prelievo di campioni di malte nella fase immediatamente successiva allo scavo); indagini sui reperti durante le
    attività di scavo (indagini paleobotaniche sui reperti rinvenuti nei giardini, analisi mor- fologiche e chimico fisico per la determinazione dei materialiutilizzati, analisi palinologi- che); analisi antropologiche.

     

    PERCORSO POMPEI PER TUTTI
    4 Km di itinerario facilitato per persone con difficoltà motoria.

     

     

    45 EDIFICI MESSI IN SICUREZZA E RESTAURATI DALL’INIZIO DEL GRANDE PROGETTO POMPEI

     


    1. Tempio di Iside
    2. Casa della Venere in Conchiglia
    3. Praedia di Giulia Felice
    4. Casa dei Pigmei
    5. Casa del Criptoportico
    6. Casa dell’Efebo
    7. Casa del Cinghiale
    8. Orto Botanico
    9. Edifici municipali
    10. Casa dei Mosaici Geometrici
    11. Fullonica di Stephanus
    12. Casa della Regina Carolina
    13. Casa di Fabius Amandius
    14. Casa del Sacerdos Amandos
    15. Casa di Loreio Tiburtino
    16. Casa di Paquio Proculo
    17. Casa di Marco Lucrezio su Via Stabiana
    18. Casa della Calce
    19. Casa del Medico
    20. Teatro Piccolo (Odeion)
    21. Piccolo Lupanare
    22. Casa di Obellio Firmo
    23. Casa di Marco Lucrezio Frontone
    24. Casa dei Vetii (Atrio)
    25. Villa dei Misteri
    26. Casa della Fontana Piccola
    27. Casa del Labirinto
    28. Casa dell’Adone Ferito
    29. Casa dell’Ancora
    30. Casa della Fontana Grande
    31. Casa dei Ceii
    32. Casa di Romolo e Remo
    33. Casa di Trebio Valente
    34. Casa del Larario Fiorito
    35. Domus e Botteghe
    36. Casa del Triclinio all’aperto
    37. Casa del Marinaio
    38. Terme del Foro
    39. Terme Centrali
    40. Casa di Trittolemo
    41. Casa degli Amorini Dorati
    42. Casa di Leda e il Cigno
    43. Casa degli Amanti
    44. Casa della nave Europa
    45. Casa del Frutteto
    (Alcuni di questi edifici aprono a rotazione, per evitare pressione antropica)

     

    I VISITATORI DAL 2014 al 2019
    2014: 2.668.178
    2015: 2.978.884
    2016: 3.209.089
    2017: 3.418.733
    2018: 3.649.374
    2019: 3.937.468
    + 47,5% }

     

    LE MOSTRE DAL 2014


    1. Pompei e l’Europa
    2. Mito e Natura
    3. Egitto Pompei
    4. Pompei e i Greci
    5. Pompei e gli Etruschi
    6. Casa del Bracciale d’Oro
    7. Alla Ricerca di Stabia
    8. Per Grazia Ricevuta
    9. Corpo del Reato
    10. Gli Arredi della Casa di Giulio Polibio
    all’Antiquarium di Pompei
    11. Mitoraj a Pompei
    12. Pompei@Madre. Materia Archeologica
    13. Picasso e Napoli: Parade
    14. Casciello Pompei
    15. EXPANDED INTERIORS
    16. Pompeii’s Re-Birth, il terzo paradiso
    di Michelangelo Pistoletto
    17. Lara FAVARETTO DIGGING UP. Atlas
    of the blank memorie
    18. CAI GUO QIANG performance di esplosione artistica all’Anfiteatro
    19. “DO UT DO, la morale dei singoli”
    20. Vanity: storie di gioielli dalle Cicladi a Pompei
    21. Pompei e Santorini, l’eternità in un giorno

     

    I CONCERTI

     

    Gli scavi sono poi tornati a essere un palcoscenico d’eccezione con i concerti di David Gilmour, Elton John e Ludovico Einaudi, Marcus Miller, James Taylor, King Crimson ma anche con la rassegna di drammaturgia antica Pompeii Theatrum Mundi, (quest’anno alla 4° edizione), un progetto quadriennale in collaborazione con il Teatro Stabile di Napoli.

     

    GLI SCAVI DELLA REGIO V: IL CUNEO

     

    Dopo decenni si è tornati e a scavare in quella parte della città mai indagata finora. Le indagini in corso hanno restituito dati significativi per la conoscenza della città antica, oltre ad eccezionali scoperte. Tali attività di studio e ricerca archeologica costituiscono la base imprescindibile delle attività di tutela e valorizzazione, in quanto solo la conoscenza approfondita del contesto archeologico può garantirne la corretta salvaguardia nel tempo. I nuovi scavi rientrano in un più grande intervento di messa in sicurezza che sta interessando gli oltre 2,7 km di fronti che costeggiano i 22 ettari di area non scavata allo scopo di riprofilare i fronti, rimodulandone la pendenza e mettendoli in sicurezza, per evitare la minacciosa pressione dei terreni sulle strutture già in luce. Nell’area del cosiddetto “cuneo”; in particolare, si è reso necessario, al fine di proteggere gli edifici emersi già nell’800, procedere a un vero e proprio scavo di oltre 2000 mq di estensione per arretrare il fronte e garantire la sicurezza delle strutture in luce. È stata portata in luce un’ulteriore parte della città antica, con vicoli e domus, rivelando apparati decorativi (affreschi, mosaici) di grande pregio oltre a numerosi reperti (tra cui diversi oggetti di uso quotidiano) e a ritrovamenti di vittime dell’eruzione. Nell’area del cosiddetto cuneo, posto tra la casa delle Nozze d’argento e il vicolo di Marco Lucrezio frontone sono emerse 2 intere domus (la casa del Giardino e la casa di Orione) e “il vicolo dei balconi”, che ha permesso di ricongiungere la grande arteria di via di Nola, già alla luce e visitabile dai turisti, con il vicolo delle Nozze d’argento, finora non interamente riportato in luce. Lungo il fronte di via del Vesuvio, invece, è emersa la casa di Leda e il cigno, che prende nome dal raffinato affresco di Leda, pertinente ad un’alcova; con il bel atrio di Narciso alle spalle.

     

    "Gli amanti conducono, come le api, una vita dolce come il miele" Verso inciso su una parete de “la Casa degli Amanti”

     

  • EVENTO - I rapper Lazza e Beba al Vulcano Buono a Nola

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    EVENTO - I rapper Lazza e Beba al Vulcano Buono a Nola

    JD Sports, retailer britannico con 33 negozi in Italia e sempre più in crescita nel mondo dello streetwear, sempre attento ai nuovi trend sia in fatto di streetstyle che di musica, rafforza questo suo posizionamento organizzando un esclusivo evento con due tra i rapper più in voga del momento: Beba e Lazza. L’evento si terrà il 21 febbraio alle 18:00 presso lo store di Vulcano Buono a Nola (NA). Questo è il secondo appuntamento con i due artisti, già presenti all’evento della scorsa settimana presso lo store di RomaEst, rivelatosi un vero e proprio successo. JD Sports ha scelto questi due talenti della musica rap italiana in quanto incarnano perfettamente lo stile e il credo del retailer. Lazza è un personaggio davvero unico nel suo genere: il rapper di Calvairate, amante della musica classica e del rap, è stato in grado di unire queste due passioni così diverse fra loro creando un sound innovativo, mix perfetto tra l’hip hop di fine anni ’10 e il rapping duro e puro della vecchia scuola. Di stelle del rap al femminile in Italia se ne conoscono ancora poche, ma tra le maggiori esponenti del genere troviamo sicuramente Beba. Torinese di nascita ma Milanese di adozione, in pochissimo tempo è diventata una delle rapper più apprezzate nell’ambiente. Oltre che nella musica, Lazza e Beba sono anche icone di stile. Grandi fan della moda “streetwear” sono i trend setter di tutti i loro fan. I capi d’abbigliamento che proprio non possono mancare nel loro guardaroba sono il bomber, i pantaloni sportivi e le chunky sneakers. In occasione di questo minitour di meet&greet – a cui seguirà la terza tappa a “Il Centro” di Arese, prevista per il 6 marzo - JD Sports ha dato il via al giveaway “Vinci un outfit con JD”. I partecipanti agli eventi sono invitati a scattare una foto con i due artisti e a pubblicarla su Instagram taggando @jdsportsit e inserendo l’hashtag #LAZZABEBAXJD. Il vincitore riceverà un total outfit Supply&Demand e un paio di sneakers.

     

  • EVENTO - Al "restaQmme" il party per il libro sulla vita di Lello Carlino nella atmosfera del night anni 60

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    EVENTO - Al "restaQmme" il party per il libro sulla vita di Lello Carlino nella atmosfera del night anni 60

    Rivivere le magiche atmosfere degli Anni 60 fra un piatto di raffinata cucina (napoletana e non solo) e una romantica e suggestiva discesa al night, tutto nello stesso locale? Da oggi si può, grazie a restaQmme, l’unica trattoria di charme napoletana con sede nel cuore di Santa Lucia a pochi passi dal lungomare partenopeo, alle spalle dei grandi alberghi, da tempo punto di riferimento di una clientela molto selezionata che sceglie questo scrigno del gusto, capitanato da Genny Parlati, proprio perché in questo luogo può trascorrere una serata difficilmente replicabile altrove. Questo luogo del buongusto e del bien vivre ha da qualche giorno aperto, in esclusiva per i propri clienti, uno nuovo spazio dalle atmosfere “Night anni ‘60” nel quale gustare un aperitivo “doc” in attesa della cena o dove completare la serata con un ottimo drink e della buona musica anche live. E proprio questo nuovo spazio del restaQmme ha ospitato un party con personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura e dell’imprenditoria (organizzato in occasione della presentazione del libro “Raffaele Carlino, il presidente” dedicato alla vita imprenditoriale, professionale e familiare del presidente di Carpisa e del Napoli femminile Carpisa Yamamay di calcio), nel quale le parole d’ordine sono state eleganza, charme, esclusività e tranquillità. Tra gli ospiti della serata, oltre naturalmente al presidente Raffaele Carlino, gli imprenditori Lino Ranieri, Carlo Palmieri, Davide Esposito, Anna Sommella e Maria Teresa Ferrari; la protagonista della serie tv “L’Amica geniale” Ludovica Nasti, Davide Devenuto e Angela Bertamino di “Un posto al sole”, le cantautrici Claudia Megre’ e Greta Zuccoli, il produttore cinematografico Eduardo Angelonj, la conduttrice tv Jolanda De Rienzo, e numerosi giornalisti fra i quali Il presidente dell’Ordine della Campania Ottavio Lucarelli, Enzo Agliardi e Serena De Simone (autori del libro sulla vita di Carlino) e Lorenzo Crea (organizzatore e moderatore del dibattito di presentazione del volume) e, sempre fra i giornalisti, Anna Paola Merone, Maridi Vicedomini e Nicoletta Eliseo. E poi, ancora, fra gli altri, Anna e Antonio Di Criscienzo, Gigi Porcelli, Antonio Pellecchia, Francesca Stendardo. RestaQmme ha sede da circa due anni in via Lucilio, a Santa Lucia, nei locali che hanno ospitato per lungo tempo l'Harry's bar e la taverna degli amici del “mitico” Tommaso. Il ristorante di Genny Parlati vanta una impeccabile tecnica culinaria, unita al felice incontro di diverse tradizioni gastronomiche, grazie anche alle proposte eclettiche della chef Magdalena Buczynska, classe 1983, che si è formata nella rigorosa scuola alberghiera polacca accumulando nel tempo numerose esperienze in qualità di personal chef sia in Italia che in Polonia, Spagna e nel resto d’Europa lavorando nel settore alberghiero e nella ristorazione fredda. La sintonia con Parlati è stata immediata e, proprio nella location curata nei minimi dettagli e impreziosita da un arredo confortevole nei toni del tortora e del testa di moro, Magdalena ha trovato l’ambiente ideale per esprimere pienamente il suo talento. La sua cucina - già ricca di ricordi della sua infanzia in Polonia, delle esperienze in Spagna e dei continui confronti con i suoi colleghi di diverse nazionalità – ha trovato nuovi spunti creativi nei grandi classici napoletani ai quali la chef è stata avvicinata proprio da Genny Parlati, che l’ha incoraggiata nella sua ricerca sui maestri di una volta come Cavalcanti e Corrado. E così, nel giro di poco tempo, pur non essendosi mai svegliata da bambina la domenica col profumo del ragù o della genovese della migliore tradizione napoletana, Magdalena è riuscita a riprodurre fedelmente queste e tante altre ricette in tutta la loro ricchezza originaria, alternandole a proposte moderne e sempre perfettamente equilibrate. La creatività della chef non sacrifica mai nulla, tra l’altro, alla ricerca sulle materie prime, tutte sempre selezionate nel pieno rispetto della loro stagionalità e valorizzate con cura.

     

    Foto di Mario Occhiobuono

     

  • LIBRI - "Vado Via" di Massimo Nappi, presentazione ad Aversa

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    LIBRI - "Vado Via" di Massimo Nappi, presentazione ad Aversa

    Le voci di dentro vissute e metabolizzate da chi ha scelto come professione di analizzare quelle degli altri. Questo il filo conduttore del romanzo d’esordio di Massimo Nappi dal titolo: “Vado Via”.

     

    L’autore è pronto per la presentazione del lavoro, dato alle stampe da “Youcanprint”, in programma venerdì 21 febbraio 2020 alle ore 16 nella sala convegni dell’istituto di formazione Selform in via dell’Archeologia n. 54 ad Aversa, in provincia di Caserta.

     

    Massimo Nappi, classe 1971, è laureato in Scienze Infermieristiche e lavorando nell’ambito di settori delicati come psichiatria e neurologia se ne appropriato degli aspetti più nascosti facendone fonte d’ispirazione per il suo romanzo, frutto di una profonda introspezione.

     

    Non a caso il protagonista è proprio uno psicologo che dopo la morte dei suoi genitori si trova dall’altra parte della barricata e comincia a scavarsi dentro alla ricerca di quelle stesse risposte che quotidianamente cerca di fornire ai suoi pazienti.

     

     

    “Vado Via” è un importante viaggio verso una miriade di sfaccettature dell'amore che lotteranno contro le pulsioni dell'inconscio. I conflitti interiori e le emozioni in generale, la passione e i sentimenti di due anime che si ritrovano e si scoprono desiderose l'una dell'altra.

     

    Ma davvero ci si può sentire “finalmente a casa”, una volta trovato un porto sicuro dopo un lungo viaggio?

     

    Perché la vita non va mai come avremmo desiderato, lasciandoci alla fine un retrogusto più amaro che dolce, con vari colpi di scena e di emozioni inaspettati da parte del protagonista, ma che alla fine riesce a trattenere per sé uno spiraglio di luce a rischiarare il buio.

     

    Quel buio dell'anima, spesso così immenso.

     

    Le risposte sono disponibili nelle pagine del romanzo, che si fa sfogliare alla ricerca di quelle verità nelle quali è facile immedesimarsi  pagina dopo pagina.  Ma non è questa l'unica forza motrice che rende “da non perdere” questo romanzo d'esordio scritto con una prosa chiara e concreta. Aspetti che saranno in parte rivelati durante il vernissage.

     

    Anche la location che ospita questa prima presentazione del romanzo è un posto importante per Massimo Nappi. Infatti l’autore, oltre a lavorare del reinserimento familiare e sociale dei pazienti con problematiche psichiatriche e psicologiche dettate dalla loro patologia, è docente di Tecnica Infermieristica e Sanitaria proprio alla Scuola di Formazione Professionale Sanitaria Selform di Aversa.

     

    Nel curriculum dell’autore anche esperienze professionali in ambito carcerario e giudiziario. Dal 2010 si è anche occupato dapprima di pazienti internati nell’Opg di Aversa, e successivamente la loro chiusura di problematiche psichiatriche e psicologiche di pazienti afferenti al Dipartimento di Tutela della Salute in Carcere. Seguendoli non solo durante la fase critica della malattia ma anche con progetti terapeutici e di reinserimento sociale e familiare.

     

  • SANSEVERO IN BLU - Presentato alla Cappella Sansevero il progetto dedicato all'autismo

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    SANSEVERO IN BLU - Presentato alla Cappella Sansevero il progetto dedicato all'autismo

    SANSEVERO IN BLU 

    Cappella Sansevero, eccellenza italiana come museo autism friendly
    Al via il nuovo progetto dedicato ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico, in collaborazione con la Cooperativa sociale Il Tulipano

     

    Sansevero in Blu è il titolo del nuovo progetto di inclusione sociale del Museo Cappella Sansevero dedicato a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico, nato grazie alla collaborazione con la Cooperativa sociale Il Tulipano, specializzata nella realizzazione di servizi e attività per persone con disabilità cognitiva e ideatrice del progetto. L’iniziativa si avvale del contributo scientifico del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II, del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II e del Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere dell’Università Parthenope.

    Il Blu è il colore dell’autismo. A volte appare più scuro come un mare profondo. Altre volte è più brillante, più simile all’azzurro di un mare limpido in estate. Il Blu sta nel mezzo, tra la paura e la speranza. Illumina le possibilità, dona sicurezza, colora il bisogno di conoscenza. Sansevero in Blu offre un tour studiato e calibrato sulle necessità e le caratteristiche dei visitatori con bisogni speciali per accompagnarli alla scoperta della bellezza dell’arte barocca della Cappella Sansevero, delle sue opere, delle leggende e delle storie del principe Raimondo di Sangro.

     

    Il progetto è stato presentato questa mattina, martedì 18 febbraio, presso la Cappella Sansevero. Dopo i saluti di Fabrizio Masucci, direttore del Museo Cappella Sansevero, l’iniziativa è stata illustrata da Giovanni Minucci, coordinatore de Il Tulipano, Maria Alessandra Masucci, Consigliere d’amministrazione Museo Cappella Sansevero e Responsabile progetti per l’accessibilità, insieme a Michelangelo Russo, Direttore del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II, Carmela Bravaccio del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II, Andrea Soricelli del Dipartimento di Scienze motorie e del benessere dell’Università Parthenope.

     

    Siamo felici di poter avviare il progetto Sansevero in Blu finalizzato alla fruizione del Museo Cappella Sansevero da parte di ragazzi con autismi – dichiara Giovanni Minucci, coordinatore de Il Tulipano –. Il nostro obiettivo è favorire l’incontro con l’arte come strumento di comunicazione con se stessi e gli altri, di condivisione delle emozioni per sentirsi attori e protagonisti attraverso l’esperienza museale che, avvalendosi di metodologia e strumenti personalizzati, offre a tutti la possibilità di vivere il museo nel rispetto dei propri tempi e modalità di apprendimento”.

     

    Rivolto a ragazzi con disturbo dello spettro autistico tra gli 8 e 18 anni di età, il percorso Sansevero in Blu è stato avviato nel mese di luglio 2019. Dopo unprimo periodo di studio, progettazione e formazione del personale del museo sono stati organizzati incontri specifici sperimentali con ragazzi con autismi a diverso funzionamento per poter giungere alla verifica del modello incentrato sull’approccio e sull’accoglienza dei partecipanti.  Le varie fasi progettuali hanno consentito di realizzare e testare l’agenda visiva in formato cartaceo appositamente ideata per supportare le persone con autismo durante la visita. Ogni pagina del quaderno visivo richiama, per ciascuna opera selezionata, gli elementi precedentemente individuati e validati dal gruppo di ricerca scientifica, adatti ad accompagnare i ragazzi alla scoperta delle opere e della storia del museo.  

     

     “Dopo Sansevero in LIS, dedicato alle persone sorde, prosegue con convinzione il nostro impegno nel realizzare iniziative di inclusione sociale e accessibilità – afferma Maria Alessandra Masucci, consigliere d’amministrazione del Museo Cappella Sansevero –. L’entusiasmo e la competenza della Cooperativa Il Tulipano ci hanno spinti ad ampliare la programmazione del museo con questo progetto innovativo che mira ad adottare e condividere un modello di accoglienza e conoscenza dell’arte dedicato alle persone con disturbo dello spettro autistico, attraverso la proposta di nuovi percorsi inclusivi per scuole, associazioni e famiglie. Ogni nuovo progetto di inclusione è una scoperta straordinaria e un’esperienza che, prima di tutto, arricchisce noi del Museo Cappella Sansevero.”

     

    Il progetto propone due tipologie di visita, su prenotazione. Entrambe si svolgono in contemporanea con altri visitatori e vengono proposte come percorsi con accompagnatore o in autonomia in modo che il bambino/ragazzo possa visitare il museo in compagnia dei propri familiari, compagni di classe e amici, attraverso l’utilizzo del kit didattico predisposto per il “tour speciale”. 

    Il tour con accompagnatore, della durata di 40 minuti, è rivolto a scuole, famiglie, associazioni e piccoli gruppi che necessitano di un operatore, ed è condotto da un educatore che, attraverso racconti sul principe di Sansevero e il supporto dell’agenda visiva, guida il gruppo in un percorso che stimola attenzione e partecipazione, con l’ausilio di elementi tangibili, esperienze sensoriali e attività di interazione.

    Una seconda tipologia di visita è quella del percorso “autonomo” per famiglie e piccoli gruppi che non necessitano dell’accompagnamento di un operatore. Il ragazzo può, in tal modo, visitare il museo insieme agli adulti accompagnatori, in maniera indipendente e attraverso l’utilizzo dell’agenda visiva che lo guiderà durante tutto il percorso, con il supporto del personale del museo che ne spiegherà le modalità di utilizzo. 

    La scelta del tour adeguato avverrà al momento della prenotazione, a seguito della compilazione di un questionario realizzato con l’équipe del Dipartimento di Neuropsichiatria Infantile dell’Università Federico II di Napoli, che agevolerà l’individuazione di esigenze specifiche per comprendere la tipologia di visita più adatta. 

     

    Il Museo Cappella Sansevero diviene museo per tutti, dove ciascuno viene valorizzato per le proprie differenze. I percorsi si basano sui tre principi, propri delle attività autism friendly: quello della personalizzazione, dal momento che il tour è adeguato alle caratteristiche personali del soggetto, ai suoi ritmi e modalità di apprendimento; dell’assimilazione poiché è il museo che si adatta al soggetto con autismo concretizzando un approccio totalmente innovativo in tema di accoglienza di persone con bisogni speciali. Non è più il ragazzo che deve adeguarsi al contesto, ma è il contesto che viene strutturato in maniera da poter accogliere le persone secondo i principi della progettazione dell’universal design (aspetto sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Architettura della Federico II di Napoli). Infine, il principio dell’inclusione che, grazie alla contemporanea partecipazione con altri visitatori, rende il concetto di accessibilità e fruizione non più “speciale”. 

     

    Le visite offerte da Sansevero in Blu sono gratuite per le persone con disturbo dello spettro autistico. È necessaria la prenotazione tramite la Cooperativa sociale Il Tulipano ai seguenti recapiti: sanseveroinblu@iltulipanocoop.org, +39 081 8293434, cell. +39 3891312180

     

    Con il nuovo progetto Sansevero in Blu, il Museo Cappella Sansevero intende contribuire alla costruzione di una rete territoriale autism friendly, alla definizione di un modello di progettazione partecipata con diversi stakeholders (associazioni di genitori, istituti scolastici, università ecc.) e alla realizzazione di un museo come spazio culturale aperto a tutti in grado di offrire al suo pubblico opportunità di coinvolgimento in esperienze differenziate.

     

     

     

    DICHIARAZIONI DELLE UNIVERSITÀ PARTNER DEL PROGETTO:

     


     

    Prof.ssa Carmela Bravaccio

    Dipartimento Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II di Napoli 

    “La gestione di un figlio con disturbo dello spettro autistico non è facile. I genitori spesso, per la presenza dei comportamenti insoliti e bizzarri dei propri figli, preferiscono rinchiudersi fra le pareti domestiche trascinando tutta la famiglia in una situazione di isolamento sociale. 

    La progettualità Sansevero in Blu della Cooperativa il Tulipano presso il Museo Cappella Sansevero è nata proprio su questi presupposti.

    L’arte e l’archeologia, sia nei luoghi aperti che nei musei permette aggregazione ed inclusione. I luoghi d'arte vengono trasformati in ambienti strutturati, stimolanti e rassicuranti per esperienze didattiche e di socializzazione. La strutturazione dei percorsi di visita permette cosi all'intero nucleo familiare di poter partecipare alle attività museali senza vivere il momento come fonte di preoccupazione e di angoscia”.

     

     

    Dipartimento Scienze Motorie e del Benessere Università Parthenope di Napoli

    Il Dipartimento di Scienze Motorie e del Benessere (DiSMeB), Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, è coinvolto nel Progetto Sansevero in Blu, attraverso un pool di propri docenti di diverse aree disciplinari, svolgendo attività di progettazione (attraverso incontri formativi e di condivisione e sviluppo di idee per i percorsi museali) e attività di monitoraggio e valutazione (attraverso diversi strumenti quali questionari/interviste, schede conoscitive e osservazione diretta) dei percorsi di visite museali speciali per persone con disturbo dello spettro autistico. In particolare, i percorsi museali speciali, strutturati adottando un approccio bottom-up per i feedback e la partecipazione condivisa di tutti i partner, soprattutto le associazioni genitori, sono monitorati e valutati in termini di efficacia, di benefici derivanti dalla fruizione dell’opera artistica e di percezione della partecipazione, della motivazione e della soddisfazione dei partecipanti, delle loro famiglie e dello staff coinvolto. Attraverso i feedback continui sulle esperienze di visite museali svolte, si fornisce un supporto significativo nella definizione di percorsi di visite museali speciali efficaci e maggiormente rispondenti alle esigenze dei bambini/ragazzi/adulti con bisogni speciali, favorendone il coinvolgimento in un’ottica di inclusione sociale attraverso la fruibilità del patrimonio artistico-culturale italiano superando ogni barriera, soprattutto culturale e sociale.

     

     

    Dipartimento Architettura Università Federico II di Napoli 

    Stipulato nell’aprile del 2019, l’Accordo Quadro di Collaborazione Scientifica e di Supporto alla Didattica tra il Dipartimento di Architettura della Federico II e la Cooperativa Sociale Il Tulipano ha come obiettivo quello di promuovere una collaborazione attiva a sostegno delle persone con disabilità, con particolare riguardo all’inclusione di persone con autismo. Gli ambiti di interesse  attengono, nello specifico, gli aspetti di ergonomia e accessibilità dell’ambiente costruito, anche in rapporto alla residenzialità, e alla fruizione autism friendly del patrimonio culturale, oltre che alla progettazione di ambienti e sistemi finalizzati al supporto e all’accoglienza delle persone non neurotipiche e delle loro famiglie. Il progetto Sansevero in Blu ha visto il contributo del Dipartimento di Architettura per gli aspetti legati alla fruizione dell’ambiente e del contesto territoriale per ragazzi con autismo per la realizzazione di un museo accogliente secondo i principi di progettazione di design for all. 

     

  • EVENTO - Carnevale a Carditello, alla Corte di Re Ferdinando con carri e mongolfiere

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    CARNEVALE A CARDITELLO, ALLA CORTE DI RE FERDINANDO CON CARRI E MONGOLFIERE


    Domenica 23 febbraio, visite teatralizzate, spettacoli per bambini, musica e parata reale dalla Reggia alla vicina Capua


    Re Ferdinando IV di Borbone, con un cenno della mano, aprirà il corteo reale dal balcone principale della Reggia, dando avvio alle celebrazioni di carnevale.
    La manifestazione, organizzata domenica 23 febbraio dalla Fondazione Real Sito di Carditello nell’ambito della rassegna “Carditello Spring”, sarà impreziosita da rievocazioni storiche, carri allegorici, gruppi mascherati e voli in mongolfiera.
    A distanza di 200 anni, dunque, Carditello torna ad essere teatro naturale di feste e rinnovamento con la visita teatralizzata “ Due Ferdinandi alla corte dei Borbone". Protagonisti dello spettacolo, scritto e diretto da Febo Quercia, gli attori Antimo Casertano, Sergio Del Prete, Roberta Frascati, Daniela Ioia, Pietro Juliano e Alessio Sica che, in abiti storici ideati da Antonietta Rendina, animeranno la sfilata con le guide Matteo Borriello e Lina Toscano. E non solo.
    Prevista anche una parata reale molto suggestiva che dalla Reggia di Carditello raggiungerà la vicina Capua, con il "Re Nasone" alla guida di quattro carri trainati da cavalli.
    “ Carditello – spiega il direttore della Fondazione Real Sito di Carditello, Roberto Formato – è stato prima un luogo di incontro tra famiglie reali e popolo, e poi di conflitto tra degrado e natura, malaffare e cultura. Carnevale dunque non è solo una festa popolare ma è soprattutto un simbolo per noi. E’ il momento in cui l’ordine costituito lascia il posto al rovesciamento, allo scherzo e alla dissolutezza, poco prima dell’equinozio primaverile che festeggeremo con i restauri degli antichi orologi solari e segnerà l’inizio di un nuovo ciclo, considerando che la Reggia in origine era una fattoria reale. Stiamo lavorando alacremente per offrire proposte culturali di qualità e format inediti, senza tuttavia tradire le tradizioni del Real Sito”.



    Il programma della giornata è particolarmente ricco: si comincia in mattinata, alle ore 9.30, con il volo vincolato in mongolfiera a cura dell’associazione Res Ballooning di Fragneto Monforte (BN); giochi, musica e festoni per bambini, alle ore 10, con “Carditello…maschere a corte” a cura dell’associazione Damusa; spazio alla musica, alle ore 10.30, con il concerto del chitarrista Alfonso Brandi a cura dell’associazione G.B. Pergolesi; visita teatralizzata, alle ore 10.30, con lo spettacolo “Due Ferdinandi alla corte dei Borbone” a cura dell’associazione NarteA; festa, alle ore 11.30, con la grande parata “O Cafè do Re” organizzata in collaborazione con il Comitato del carnevale capuano. L’evento prosegue nel pomeriggio, alle ore 16, con le animazioni per bambini curate dalla cooperativa Il Cardo e, alle ore 17, con il ballo storico in maschera curato dall’associazione Passi e Note.
    Una opportunità straordinaria per i turisti che avranno la possibilità di scoprire il sito – voluto da Ferdinando IV di Borbone ed edificato intorno al 1787 da Francesco Collecini, collaboratore di Luigi Vanvitelli – impegnato anzitutto in attività di restauro e rifunzionalizzazione, con investimenti previsti per circa 17 milioni di euro nei prossimi tre anni, a valere su fondi nazionali ed europei.



    Il Real Sito di Carditello ospita una palazzina reale dalle linee neoclassiche, ambienti destinati ad azienda agricola con cinque cortili ed un’area riservata alle corse dei cavalli, realizzata come un antico circo romano: due fontane con obelischi in marmo, un prato centrale – al cui centro si erge un tempietto circolare da cui il re assisteva agli spettacoli ippici – ed una pista in terra battuta. Ancora oggi è l’unico esempio al mondo di ippodromo inserito all’interno del perimetro di un edificio: lungo le mura perimetrali, tre livelli di gradoni ospitavano sino a 30mila persone che partecipavano alle manifestazioni ippiche che si svolgevano all’interno del sito.
    La tenuta era destinata all’allevamento e alla selezione di cavalli di razza reale, oltre che alla produzione agricola e casearia. Qui era situata la Reale Industria della Pagliara delle Bufale, che ospitava un importante caseificio. Rappresentava, quindi, un mirabile esempio dell’imprenditoria illuminata promossa dalla casa reale borbonica tra la fine del 1700 e la prima metà del 1800.
    Dal 2018, dopo essere stato considerato per anni il simbolo del degrado e dell'abbandono nella Terra dei Fuochi, il Real Sito di Carditello è tornato ad essere un luogo di riscatto e rinascita, aperto a famiglie, bambini e rifugiati.

     


    CARNEVALE A CARDITELLO
    Domenica 23 febbraio

    ore 9.30-13
    Volo vincolato in mongolfiera

    ore 10-12
    Associazione Damusa aps
    "Carditello…maschere a corte"
    Spettacolo e giochi per bambini
    ore 10.30-11.30
    Associazione G.B. Pergolesi
    Concerto chitarra Alfonso Brandi

    ore 10.30
    Associazione NarteA
    "Due Ferdinandi alla corte dei Borbone"
    Visita teatralizzata

    ore 11.30-13
    "O’ Cafè do Re"
    Corteo con carrozze da Carditello a Capua
    ore 16
    Cooperativa Il Cardo
    Animazione per bambini

    ore 17
    Associazione Passi e Note
    Ballo storico in maschera
     

  • FOTO SLIDE - Eleonora Boi incantevole al mare

    Napoli Magazine Feb 19, 2020 | 10:03 am

    Attimi di relax al mare per Eleonora Boi, ecco gli scatti da Instagram.

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

    @leo_boiboi ???????????????????? #turcsandcaicos #sunnyday #beachvibes

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